Sentimenti e oggetti

TACCUINI RITROVATI

La ricerca e la comprensione degli “oggetti” che popolano il nostro oggi.

Tel Aviv, 6 dicembre 2019

Una delle cose che più mi affascinano sono i sentimenti e il loro modificarsi. I sentimenti hanno questo di particolare: sono sempre gli stessi, fin da quando ne abbiamo memoria (amore, odio, dolore, felicità, eccetera), eppure sono diversi in ogni epoca, modificati dagli oggetti, dalle cose che mutano il nostro modo di essere; di giorno in giorno, di secolo in secolo.

Che cosa è oggi l’amore? che cosa l’amicizia? che cosa il dolore? in rapporto a questo tempo? agli oggetti di questo tempo?

Al sentimento e al sentire io dò un valore molto ampio: ne fanno parte sia il sentimento affettivo sia quello emotivo, ma c’entra anche la percezione, c’entrano anche i sensi, c’entrano i modelli di pensiero. Anche il sentimento di sé fa parte dei sentimenti, continuamente mutevole, modificato dalla relazione con gli altri e con gli oggetti che ci circondano.

Una nuova percezione

Oggi gli oggetti stanno cambiando in un modo che non s’era mai visto prima, perdono la loro solidità, sono immaginazione e pensiero e memoria (smartphone, tablet, PC, televisione, eccetera) , chiedono una percezione completamente nuova, perfino gesti e movimenti del tutto diversi da prima. Quando gli oggetti della vita quotidiana erano un’incudine, una motocicletta, una teiera, tutti sapevano come erano fatte, e nel sapere come erano fatte potevano sentire il pensiero che c’era dietro, il sentimento che c’era dietro. Si poteva costruire un circuito di amicizia con le cose e le persone attraverso le cose, attraverso la comunanza tra il pensiero e il comportamento degli uomini che c’era nella costruzione e nell’uso delle cose. Quando le cose erano cose, avevano la loro solidità, la loro “oggettualità”.

Scienza in atto

Oggi usiamo cose che non conosciamo; gli oggetti che oggi usiamo, e sempre più useremo, sono scienza e tecnologia in atto. Fino a trent’anni fa conoscere la meccanica quantistica poteva essere un elemento di cultura di una persona ben educata. Oggi la meccanica quantistica io la uso. Nel nostro uso quotidiano sono entrati oggetti basati su criteri, dimensioni, velocità del tutto fuori dalla nostra esperienza sensibile. Usarli senza conoscere il pensiero e il sentimento che c’è dietro significa condannarsi al ruolo di utente, senza alcuna possibilità di un sentimento del proprio tempo.

Uno sguardo diverso, libero dal passato

Questo non vuol dire che la società così com’è non sia bella: però è solo a partire da una sintonia con le cose del mio tempo che posso esprimere un giudizio etico. Mi pare che siano le cose stesse, il loro mutamento continuo a chiedere oggi una sensibilità, un’immaginazione, dei sentimenti e uno sguardo diversi rispetto al passato. Forse chiedono molta più curiosità e più passione di quanto siamo disposti a dare normalmente. Tutto questo diverrebbe un viatico verso l’altro. Un compito che uno potrebbe darsi – per sé; i compiti dati per gli altri valgono solo a scuola – è quello di essere una persona, oggi, in una nuova relazione con tutti gli altri e con ciò che ci circonda. Demonizzando o snobbando le cose che ci circondano, perderemo in partenza.

Gli umanisti di fine secolo scorso hanno perso la loro battaglia perché hanno cercato di opporre esclusivamente un giudizio etico alla scienza, che nel frattempo ha continuato a produrre gli oggetti che avrebbero determinato e modificato la loro vita.

Finché continua così è come assistere a una partita tra un tennista e un atleta del salto in lungo.