Ritenzione idrica

TACCUINI RITROVATI

Vevey, aprile 2007

Son puliti i gabinetti qua. Per essere un bar della Stazione mi aspettavo un cesso più puzzolente. Bon, comunque, dove eravamo rimasti?

Ti avevo chiesto come fai a essere sempre così di buon umore.

Ah sì, bravo Fra.

Allora, circa un anno fa andai da una nutrizionista. Mi fece fare esami, mi sondava il fisico con macchinette e altre diavolerie eccetera, e ho scoperto delle cose affascinanti, come il fatto che bisogna bere molta acqua per eliminare l’acqua in eccesso; un ossimoro nutrizionista. Dietro a tutto c’è la solita macchina perfetta: il corpo umano – a cui un Computer può, al massimo, pulir le orecchie. Vedi, funziona più o meno così: il tuo corpo se “vede” che una sostanza, in questo caso l’acqua, entra con poca frequenza, ne trattiene più possibile per i tempi bui; come farebbe chi sa di aver bisogno di soldi per eventi futuri che possono capitare e non ha grosse entrate: mette da parte qualche soldo e ne spende meno. Non tutti, mi dirai. Ma in questa metafora, non so se sia una metafora si parla delle persone, non della macchina (quasi) perfetta che è il corpo umano. Non so se sia una metafora ma bon, lasciamo stare. Dicevo, lui, chiamalo organismo o come vuoi, non sgarra di un millimetro, a parte errori in qualche File di sistema, e trattiene, mette da parte. Se invece “si accorge”, – dopo un po’ di tempo, non è che tu lo possa fregare in modo semplice – che avrà giornalmente una quantità d’acqua molto più consistente, non la trattiene più e comincia ad usarla allegramente.

Cazzo c’entra con la gioia?

Spetta, Fra, fammi finire, buono ‘sto vinello rosa…

Dicevo della gioia. La gioia è per il nostro cervello come l’acqua per il corpo -che poi usa sempre il cervello, anche il corpo dico, tutto vien da lì. Se ne immagazzini poca, ne userai poca. Se ne bevi regolarmente molta, di acqua, il corpo non la tratterrà, la userà perché sente che ne avrà sempre in abbondanza. Così per la gioia: se vuoi essere felice, assumi molta gioia, in modo che il tuo animo non la tratterà. La userà.

C’è un problema però, non è mica così facile fregare il nostro organismo, macchina, robot, bestia o come vuoi chiamare il tutto. Il problema è che si fa fatica a bere molta acqua. Molta fatica. All’inizio è proprio un casino. Già i tre bicchieri a colazione, pranzo e cena erano per me uno sforzo. Immagina poi durante il giorno. Bisogna sforzarsi. Poi diventa abitudine. Ecco, con la gioia è uguale: a volte è difficile essere felici, bisogna davvero sforzarsi, finanche ostentarla la gioia, in modo artificioso. Poi tutto diventa abitudine. E il tuo animo non la tratterrà più, la rilascerà sempre. Senza bisogno di sforzarsi.

Ci facciamo ancora un giro di rosato? Dai! che poi ti racconto una storiella che mi ha fatto morire dalle risate. Ordina tu che io devo andare di nuovo a pisciare che mi scoppia la vescica.