La chiave del Paradiso

Marostica, giugno 2016 –

Leggendo i testi di studio del Fisico David Bohm, e dopo il secondo bicchiere di Prosecco, mi è sorto spontaneo, no! non un ruttino sebbene dopo il Prosecco ci può stare, ma un pensiero. Un pensiero figlio di esperienze pregresse di vita, di ricerca, che le parole del Fisico statunitense hanno in qualche modo riordinato; non messo a posto! ce ne vorrà di tempo per questo.

Esistiamo in un mondo di forze e le sentiamo con i cinque sensi canonici. Esiste tuttavia una forza a cui sottintendono tutti i nostri sensi fisici: il bisogno di ricevere- lo chiamo così-insito nel nostro sistema fisico. Siamo progettati in questo modo e guai se non fosse così!, non respireremmo nemmeno.
E così viviamo: in un mondo immaginario, filtrato e creato da noi stessi e dai nostri desideri. Stiamo guardando il mondo attraverso i nostri sensi ‘classici’ da homo sapiens – non solo animali ma anche mediati dalla rivoluzione cognitiva della specie – nei quali ogni persona percepisce soltanto quello che, per programma naturale, è utile per se stessa.

Tuttavia, se potessimo cambiare i nostri sensi e la nostra attitudine verso i desideri e il mondo, vedremmo quest’ultimo come un sistema integrale di forze; solo allora potremmo cercare quella Forza Unica che anche i Fisici si affannano a cercare, solo che noi la potremmo trovare e sentire al di là delle equazioni. Certo, sarebbe qualcosa di indimostrabile con un’equazione, sarebbe pura esperienza, nondimeno sarebbe una ‘scoperta’.

Il problema non è l’ignorare intellettualmente

Il problema deriva dal non conoscere? Non credo. Penso derivi piuttosto dal non accettare, ancorchè in modo inconscio, che noi dimoriamo in un sistema olografico nel quale ognuno di noi è incluso in tutte le sue parti; o che tutte le parti sono incluse in ognuno di noi.

È difficile accettarlo per un problema: il senso assoluto di responsabilità nostra, sempre e comunque nostra, non ‘degli altri’, e senza possibilità di ‘chiedere’ e ‘pregare’ qualcuno o qualcosa. Solo l’esperienza diretta, lo sporcarsi le mani, sbucciarsi le ginocchia e sperimentare su se stessi è e sarà la via. Una via in cui io sono sperimentatore e sperimentato. Le parole scritte, la conoscenza a livello intellettuale, possono essere tutt’al più una mappa.

Sono io a dover conoscere le regole e cambiare.

Gli scienziati si stanno affaccendando da tempo alla ricerca di quella ‘Forza Unica’, e una volta dimostrata l’esistenza di un’unica forza di cui l’elettromagnetismo, la gravitazione e le interazioni forti e deboli delle reazioni nucleari sono semplici aspetti, avatar, a quel punto cos’altro potremmo avere se non la cosa più antica del mondo: un’entità suprema che controlla tutto il creato.

Una Forza però. Non un signore con la barba bianca che sta ad ascoltare e processare, stanco, le nostre continue richieste. Allora cosa faresti? Non si può certo pregare una corrente elettrica. Non ha senso chiedere a una forma d’onda la chiave del Paradiso.